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CLAUDIO SABATINI |
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Dateci spazio. Dateci uno o cento, mille o diecimila metri quadrati. Ve li restituiremo sempre con più valore.
Sfidare lo spazio è il nostro mestiere dal 1964, anno in cui mio padre Gualtiero fondò il Gruppo Sabatini.
Sfidando lo spazio siamo cresciuti: operiamo oggi in 20 paesi al mondo, con oltre 200 professionisti e
un fatturato consolidato che, nei primi otto mesi del 2001, ha registrato un incremento del 40% rispetto
ai primi otto mesi del 2000. Spazio e tempo sono la materia prima che trasformiamo, reinventiamo,
moltiplichiamo, usiamo per fare progetti di comunicazione integrata. Progetti che, anche quando
sembrano impossibili o improbabili, i nostri tecnici sono in grado di realizzare in pochi giorni o in poche
ore, vincendo un'altra importante sfida, quella del tempo. E' così che siamo riusciti a costruire un
piedistallo per il Papa; far cantare su un prato Pavarotti & friends; entrare nel 3000 quando tutti si
preparavano all'inizio del 2000; ricevere a primavera gli auguri di buon anno da Bill Gates; far sedere
insieme per l'ultima volta gli esponenti del Partito Comunista Italiano; presentare in Italia, in anteprima
assoluta, lo stato del pianeta di Lester Brown; il sito per l'unificazione delle donne musulmane in rete;
la playstation 2; il modello della stazione spaziale e a realizzare le visioni progettate da Portoghesi,
Plessi, Fuksas, Castiglioni, Mendini, Storaro, Ambasz... fatte di fumo, gomma, pagine di giornale, acqua,
fuoco... Questo elenco, che potrebbe essere lunghissimo, non è un catalogo di stramberie, ma
semplicemente ciò che abbiamo prodotto con il nostro lavoro quotidiano, con la volontà di
intraprendere sempre nuove sfide.
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